Spirometria: quali sono i tre valori fondamentali per capire la salute dei polmoni

La spirometria rappresenta uno degli esami fondamentali per valutare in modo oggettivo la salute dei polmoni e diagnosticare precocemente patologie respiratorie, anche nelle fasi iniziali o silenti. Il test, semplice e non invasivo, consente di misurare la quantità di aria che si può inspirare ed espirare, oltre alla velocità con cui ciò avviene. In pochi minuti, la spirometria aiuta il medico a ottenere dati cruciali per comprendere se le vie aeree sono libere, ostruite o soggette a condizioni restrittive.

I tre parametri chiave nella valutazione della funzionalità polmonare

Analizzando i risultati della spirometria, emergono tre valori indispensabili per avere un quadro chiaro della salute respiratoria:

  • FVC (Capacità Vitale Forzata)
  • FEV1 (Volume Espiratorio Forzato nel Primo Secondo)
  • Rapporto FEV1/FVC

Ognuno di questi parametri offre informazioni uniche e complementari sulla funzione polmonare e, interpretati insieme, permettono di distinguere tra le principali forme di alterazione respiratoria, come le patologie ostruttive (ad esempio BPCO e asma) e quelle restrittive. È importante sottolineare che i valori spirometrici devono sempre essere confrontati con i corrispondenti valori di riferimento, detti anche “valori predetti”, che tengono conto di età, sesso, altezza ed etnia della persona. Solo così è possibile stabilire se la funzionalità polmonare rientra nella norma per quell’individuo specifico.

Capacità Vitale Forzata (FVC): il volume massimo espirato

La FVC (Forced Vital Capacity) indica la quantità totale di aria che una persona riesce a espirare forzatamente, con il massimo sforzo, dopo un’inspirazione profonda. È un parametro cruciale perché esprime la capacità polmonare globale e permette di evidenziare eventuali restrizioni alla mobilità dei polmoni, come avviene in patologie di tipo restrittivo (ad esempio fibrosi polmonare o altre malattie che limitano l’espansione polmonare).

I valori di FVC vengono interpretati sulla base di intervalli di riferimento:

  • ? 80% del valore previsto: Funzionalità polmonare normale.
  • 70-79%: Restrizione lieve.
  • 60-69%: Restrizione moderata.
  • 50-59%: Restrizione severa.

Una riduzione della FVC indica di solito un problema restrittivo, in cui la capacità totale dei polmoni di espandersi è compromessa. Tuttavia, FVC può risultare alterata anche in alcune forme avanzate di ostruzione bronchiale o in presenza di un cattivo sforzo respiratorio durante il test.

FEV1: valutare la velocità di svuotamento dei polmoni

Il FEV1 (Volume Espiratorio Forzato nel Primo Secondo) indica quanti litri di aria una persona riesce a espirare con forza nel primo secondo dell’espirazione forzata. È il parametro più sensibile per diagnosticare e monitorare l’ostruzione delle vie aeree, che si riscontra ad esempio nell’asma, nella BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) e nella bronchite cronica.

Quando il FEV1 si riduce, significa che l’espulsione dell’aria dai polmoni è ostacolata, fenomeno tipico delle patologie ostruttive, dove il restringimento o l’infiammazione delle vie aeree riduce il flusso d’aria.

Nell’interpretazione pratica:

  • FEV1 normale (? 80% del predetto) indica assenza di compromissione significativa nel primo secondo.
  • FEV1 ridotto (< 80%) segnala la presenza e la gravità di un’ostruzione.

Il parametro FEV1 è inoltre considerevole nella valutazione della risposta terapeutica (ad esempio dopo somministrazione di broncodilatatori), oltre che nel follow-up delle malattie polmonari croniche.

Il rapporto FEV1/FVC: un indice discriminante tra ostruzione e restrizione

Il rapporto FEV1/FVC, spesso espresso in percentuale, rappresenta la quota di aria espirabile nel primo secondo rispetto al totale espirato con la FVC. Risulta particolarmente utile per differenziare le malattie ostruttive da quelle restrittive.

Valori normali di questo rapporto si aggirano attorno al 70-80%. In condizioni normali (polmoni sani), la maggior parte dell’aria viene espulsa nel primo secondo. Se il rapporto scende al di sotto del 70%, si sospetta fortemente la presenza di una patologia ostruttiva. Nelle malattie restrittive, invece, sia FEV1 sia FVC diminuiscono in modo proporzionale, di conseguenza il rapporto resta solitamente normale o addirittura elevato.

  • Rapporto ? 70-80%: funzionalità respiratoria normale.
  • Rapporto < 70%: presenza possibile di ostruzione bronchiale (asma, BPCO).

Questo valore è indispensabile per evitare errori di interpretazione dei soli valori assoluti di FEV1 e FVC; soltanto analizzando il rapporto tra i due si può chiaramente inquadrare la tipologia di alterazione respiratoria presente.

Altri parametri utili e interpretazione complessiva

Se la spirometria di base mostra alterazioni o fornisce dati dubbiosi, il medico può richiedere ulteriori parametri, come la capacità vitale (VC) o la capacità polmonare totale (TLC), per completare la valutazione della funzione respiratoria ed escludere altre patologie sottostanti.

Oltre ai valori numerici, i risultati della spirometria vengono rappresentati graficamente sotto forma di curva flusso-volume, che fornisce ulteriori indicazioni sulla morfologia dell’ostruzione o sulla presenza di restrizioni.

La corretta interpretazione della spirometria non prescinde mai dall’anamnesi clinica del paziente, dai suoi sintomi e, se necessario, da ulteriori esami di approfondimento (come test di broncoreversibilità o valutazione della diffusione alveolo-capillare).

In sintesi, FEV1, FVC e il loro rapporto rappresentano i tre pilastri fondamentali della valutazione spirometrica per identificare precocemente alterazioni respiratorie e orientare diagnosi e terapie appropriate. Un utilizzo regolare di questo semplice test nei soggetti a rischio (fumatori, lavoratori esposti a polveri, pazienti con sintomi respiratori cronici) permette di prevenire le complicanze delle più comuni malattie polmonari e di monitorarne l’evoluzione nel tempo.

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