L’artrosi cervicale rappresenta una delle principali patologie degenerative della colonna vertebrale, con rilievo crescente nella popolazione, specie sopra i 50 anni. Il deterioramento delle cartilagini che rivestono le articolazioni fra le vertebre del tratto cervicale porta a una compromissione della funzionalità del collo, creando spesso un circolo vizioso di dolore, contrattura e limitazione nei movimenti. Riconoscere tempestivamente i segnali di questa condizione è cruciale: ignorare i sintomi può condurre a disagi cronici e, nei casi peggiori, a complicanze neurologiche potenzialmente irreversibili.
Segnali da non sottovalutare nell’artrosi cervicale
L’artrosi cervicale si manifesta inizialmente con disturbi sfumati, facilmente confusi con problematiche muscolari di lieve entità. Tuttavia, esistono sintomi specifici il cui riconoscimento precoce può cambiare il decorso della malattia:
- Dolore cervicale persistente o che peggiora con certi movimenti o posture del capo; il dolore può restare limitato al collo oppure irradiarsi fino a coinvolgere spalle, braccia e mani, con comparsa del quadro di cervicobrachialgia.
- Rigidità e contrattura muscolare a carico del rachide cervicale, spesso più intense al mattino, per via dell’immobilità notturna e della scarsa lubrificazione articolare.
- Cefalea (mal di testa), localizzata soprattutto a livello nucale o retro-orbitale.
- Vertigini e capogiro, talvolta associati a perdita di equilibrio, soprattutto nei movimenti rapidi della testa.
- Formicolio, intorpidimento e calo della forza che si possono estendere a tutto l’arto superiore o, in casi più gravi, anche agli arti inferiori; questi segnali depongono per un coinvolgimento delle radici nervose.
- Impotenza funzionale: difficoltà o impossibilità di eseguire movimenti quotidiani come sollevare oggetti o ruotare la testa.
- Sintomi neurologici: difficoltà di linguaggio, visione offuscata, nausea intensa, in presenza dei quali è fondamentale rivolgersi urgentemente al medico.
Ulteriori segnali da non trascurare sono scricchiolii articolari muovendo il collo e una sensazione di peso o tensione costante nell’area cervicale.
Perché la diagnosi precoce è fondamentale
Il motivo principale per non ignorare questi sintomi è la necessità di prevenire un peggioramento della qualità di vita e, soprattutto, il rischio di complicanze neurologiche. Spesso il dolore cervicale e la ridotta mobilità portano a una riduzione delle attività quotidiane e a disturbi del sonno. Se trascurata, questa patologia può evolvere verso danni alle radici nervose spinali o, più raramente, al midollo spinale, con conseguente perdita irreversibile di forza e sensibilità, fino a difficoltà di deambulazione. In particolare:
- I formicolii e la diminuita forza agli arti superiori segnalano una possibile sofferenza delle radici nervose, che, se non trattata, può portare a deficit persistenti.
- La comparsa di sintomi neurologici ai quattro arti (braccia e gambe) o alterazioni della funzionalità di sfinteri richiede una valutazione immediata perché potrebbe indicare compressione mielica.
- Cefalea intensa con alterazione dello stato di coscienza o febbre può rappresentare un’entità differente da indagare con urgenza.
Una valutazione specialistica precoce (ortopedico, reumatologo o neurochirurgo) e l’esecuzione di indagini come radiografia, TAC o risonanza magnetica sono fondamentali non solo per confermare la diagnosi ma anche per escludere altre patologie e pianificare il trattamento più adatto.
Conseguenze della mancata diagnosi e differente evoluzione clinica
Trascurare gli esordi dell’artrosi cervicale espone a rischio di cronicizzazione. Il dolore, una volta cronicizzato, diventa più resistente ai trattamenti e si associa frequentemente a cambiamenti posturali compensatori che aggravano la degenerazione articolare. Inoltre, la contrattura muscolare può causare ulteriori ripercussioni sugli altri segmenti della colonna, aumentando la probabilità di sviluppare sintomi lombari e dorsali.
Un altro aspetto spesso trascurato è l’impatto psicologico: prolungati episodi dolorosi riducono l’autonomia della persona, con ricadute su umore, produttività lavorativa e relazioni sociali. In alcuni casi, disturbi come l’insonnia, l’ansia e la depressione si instaurano come conseguenza della patologia non gestita.
Le principali complicanze neurologiche
Radicolopatie o coinvolgimento delle radici spinali, caratterizzate da:
- Dolore irradiato lungo il decorso del nervo
- Perdita di forza e sensibilità alle dita e alle mani
- Debolezza muscolare progressiva
Mielopatia cervicale, condizione molto più seria, che implica compressione del midollo spinale con:
- Perdita di coordinazione motoria, speciale alle mani (difficoltà a scrivere, abbottonare, ecc.)
- Disturbi della deambulazione fino alla caduta frequente
- Alterazioni degli sfinteri (ritenzione o incontinenza urinaria/fecale)
Quando rivolgersi al medico e quali esami effettuare
È raccomandato consultare un medico in presenza di dolore cervicale persistente superiore a 5-7 giorni, soprattutto nei soggetti sopra i 50 anni, oppure quando:
- I sintomi peggiorano o si presentano ripetutamente nel tempo
- Si aggiungono formicolio, perdita di forza, difficoltà motorie o sintomi neurologici sistemici
- Si associa febbre, nausea o alterazione dello stato di coscienza
Gli esami di scelta sono quelli di imaging: la radiografia può mostrare assottigliamento dello spazio articolare, osteofiti e alterazioni della fisiologica curvatura cervicale; la TC e la risonanza magnetica sono fondamentali per valutare in dettaglio la componente articolare e soprattutto il coinvolgimento delle strutture nervose. Nei casi dubbi, si può ricorrere a test neurofisiologici come i potenziali evocati per valutare la conduzione nervosa periferica.
Importanza dell’informazione e della prevenzione
Essere consapevoli dei primi segnali e non sottovalutarli permette di intervenire con terapie personalizzate atte al controllo del dolore, alla prevenzione della progressione della patologia e alla conservazione delle capacità funzionali. Una gestione tempestiva consente spesso di evitare l’uso prolungato di farmaci analgesici e antinfiammatori, il ricorso a trattamenti invasivi o perfino a soluzioni chirurgiche.
La prevenzione riveste un ruolo strategico: corretta postura, esercizio fisico regolare e programmi di fisioterapia mirata aiutano a preservare il benessere delle articolazioni cervicali e a ridurre il rischio di complicanze nel tempo. Informare e sensibilizzare la popolazione, soprattutto nelle categorie a rischio, rappresenta la chiave per contenere l’impatto di questa patologia a livello individuale e sociale.
In conclusione, la tempestiva identificazione dei sintomi e la valutazione specialistica precoce sono i pilastri per prevenire danni permanenti e mantenere un adeguato livello di qualità della vita in presenza di artrosi cervicale.