Patente: controlli in vista per chi assume certi farmaci, cosa sapere subito

Negli ultimi mesi, le norme relative alla guida dopo l’assunzione di determinati farmaci sono cambiate in maniera significativa, generando un acceso dibattito e una diffusa preoccupazione tra automobilisti, medici e farmacisti. Il nuovo Codice della Strada ha inasprito le sanzioni per chi viene trovato positivo a sostanze considerate stupefacenti o psicotrope, senza però chiarire con precisione quali siano i medicinali realmente a rischio e in che misura il loro uso possa compromettere la possibilità di mettersi alla guida.

Modifiche legislative e nuovi scenari per gli automobilisti

Secondo l’attuale articolo 187 del Codice della Strada, chiunque venga trovato alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope rischia sanzioni severe: ammende fino a 6.000 euro, arresto fino a un anno e sospensione della patente da uno a tre anni. Gli accertamenti vengono effettuati attraverso esami salivari, ematici o urinari, ma il legislatore non ha ancora indicato una lista univoca di farmaci coinvolti né ha stabilito soglie dosimetriche precise per la guida. Questa incertezza normativa rende difficile per chi segue una terapia farmacologica sapere con certezza se e quanto può guidare in sicurezza dal punto di vista legale .

Un aspetto particolarmente critico introdotto dalla riforma è che la sanzione può scattare anche con la semplice positività ai test, a prescindere dallo stato di alterazione psicofisica al momento della guida. In altre parole, basta la presenza rilevata della sostanza nell’organismo, anche se derivante da un’assunzione precedente e senza sintomi di alterazione, per perdere la patente e rischiare l’arresto .

Farmaci sotto osservazione e categorie a rischio

Uno dei principali problemi è rappresentato dalla mancanza di una lista ufficiale di farmaci che possano effettivamente comportare rischi dal punto di vista normativo. Tra le molecole che maggiormente destano preoccupazione, in quanto comunemente rinvenibili nei test di screening e con potenziale effetto psicoattivo, figurano:

  • Ansiolitici (ad esempio, benzodiazepine)
  • Antidepressivi di nuova e vecchia generazione
  • Antiepilettici
  • Oppioidi utilizzati per il trattamento del dolore
  • Antistaminici, soprattutto quelli di prima generazione

Questi medicinali, pur avendo una legittima destinazione terapeutica, possono essere rilevati dai test eseguiti su sangue, urine o saliva anche a distanza di molte ore o giorni dalla loro assunzione. L’effetto di equiparazione tra uso terapeutico e consumo illecito di droghe o alcol rischia così di mettere in seria difficoltà chi segue terapie di lungo corso o croniche .

Casi particolari: cannabis terapeutica e incertezza normativa

Una distinzione fondamentale riguarda la cannabis a scopo terapeutico. Secondo le ultime indicazioni del Ministero dei Trasporti, i pazienti che assumono prodotti a base di cannabis terapeutica non sono automaticamente esclusi dalla possibilità di guidare. Tuttavia, devono attenersi rigorosamente alle prescrizioni mediche e alle indicazioni riportate nei prontuari terapeutici. Non è previsto un divieto generale; ogni caso deve essere valutato individualmente dal medico curante, il quale ha la responsabilità di stabilire l’idoneità alla guida durante la terapia .

L’assenza di criteri oggettivi crea però uno scenario di incertezza sia per i pazienti sia per i controllori. Il Tribunale di Pordenone, per esempio, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della legittimità delle nuove norme, in quanto equiparano chi assume un farmaco legalmente prescritto a chi guida sotto l’effetto di una droga, anche in assenza di reale alterazione psicofisica .

Cosa rischia chi assume certi farmaci e guida

Le sanzioni sono molto pesanti e includono:

  • Sospensione della patente da uno a tre anni
  • Ammenda tra 1.500 e 6.000 euro
  • Arresto da sei mesi a un anno

Un aspetto particolarmente delicato riguarda i controlli su strada: possono essere effettuati in qualsiasi momento dagli agenti tramite prelievo di saliva, sangue o urine. Se il risultato è positivo alle sostanze psicotrope o stupefacenti – anche derivanti da farmaci legittimamente prescritti – parte immediatamente la segnalazione all’autorità giudiziaria e le relative misure cautelari. L’effettivo stato di alterazione non rappresenta più un presupposto imprescindibile per la sanzione .

Indicazioni pratiche per pazienti e automobilisti

In attesa di linee guida chiare da parte del Ministero della Salute e dell’AIFA, è fondamentale:

  • Informarsi con il proprio medico sulle possibili interazioni tra farmaci e guida
  • Chiedere al farmacista se i medicinali assunti possono risultare ai test di polizia
  • Valutare, caso per caso, la reale necessità di mettersi alla guida durante le terapie
  • Portare con sé copia della prescrizione medica e, se possibile, una attestazione relativa all’uso del farmaco
  • Sapere che, allo stato attuale, anche se si guida in piena lucidità, la sola positività al test può comportare la sospensione della patente

Va sottolineato che ogni farmaco psicotropo può avere effetti diversi in base a dosaggio, durata della terapia, metabolismo individuale e presenza di altre patologie. Per alcuni farmaci di uso comune, come benzodiazepine, l’eliminazione dall’organismo può richiedere diversi giorni, rendendo difficile prevedere con sicurezza l’esito degli accertamenti su strada.

Prospettive future e necessità di chiarimenti

Le principali associazioni di categoria dei farmacisti, tra cui Federfarma e Farmacieunite, stanno sollecitando le istituzioni affinché venga resa disponibile una lista chiara e aggiornata di farmaci a rischio, nonché una definizione delle soglie minime oltre le quali la guida dovrebbe essere vietata. Attualmente, però, si naviga a vista: la responsabilità di evitare situazioni a rischio resta quasi interamente a carico degli automobilisti, dei medici curanti e dei farmacisti stessi.

In definitiva, chi assume determinati farmaci si trova in una situazione di incertezza che può avere pesanti ripercussioni sulla mobilità e sulla quotidianità. La massima attenzione, la collaborazione con il proprio medico e il monitoraggio costante delle evoluzioni normative rappresentano al momento gli strumenti più efficaci per evitare sanzioni ingiuste e tutelare la propria patente di guida .

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